Seth Godin contro tutti: il lato umano del web marketing
  • Il guru del marketing Seth Godin contro i social network

    In una recente intervista, il “guru del marketing” Seth Godin ha fatto delle dichiarazioni scioccanti sul mondo dei social network. Appena l’ho letta, sono stata subito ansiosa di mettere le mani su una copia del suo ultimo libro, “Questo è il marketing”.
    Vuoi sapere come è andata a finire? Le vere teorie di Godin, quelle esposte nel libro sono quanto di più distante dal titolo dell’intervista. E c’è molto di più di quanto dichiarato nell’intervista.

    Qualche settimana fa, ho condiviso sul mio profilo Facebook un articolo molto, ma molto sconvolgente.

    Seth Godin contro i Social Network
    Il guru del marketing Seth Godin contro i Social: “Non servono ai brand, Riscopriamo l’attenzione”

    Prima che parta il coro dei: “Ma tu con i social network non ci lavori!?!? Vuoi avallare le teorie di questo strampalato signore che lancia i suoi strampalati attacchi ai social network come fa mio nonno con gli amici della briscola davanti al baretto?!?!”, lasciami spiegare una cosa:

    Il titolo è uno spudorato clickbait. L’articolista del Sole24Ore ha inserito un titolo volutamente provocatorio per suscitare Mi piace, commenti e clic sull’articolo.

    Ma se poi vai a leggere l’articolo, il contenuto è abbastanza diverso da quanto anticipato dal titolo.

    Partiamo dall’inizio. Seth Godin è uno scrittore americano esperto di marketing virale e storytelling, noto a tutti per essere un simpatico buontempone abbastanza propenso a dichiarazioni “forti” e metafore ardite. Basti pensare che uno dei suoi libri si chiamava “Tutti i marketer sono bugiardi”. Poi, probabilmente dopo aver ricevuto minacce di morte dal suo editore, si è “convinto” a cambiare titolo.

    (Ah, Godin ha poi ammesso candidamente di aver scritto quel titolo per far parlare di sé. Tanto per farti capire il tipo)

    Nelle dichiarazioni rese al Sole24Ore, il buon Godin  ha incluso “Dobbiamo far scendere i brand dalla giostra dei social media, che va sempre più veloce, ma non arriva mai da nessuna parte”.

    Eh sì, ma in che senso? Dobbiamo chiudere Facebook, Twitter e affini e assumere uno strillone che distribuisca i nostri flyer agli angoli delle strade?

    Non esattamente: secondo Godin, la presenza delle aziende sui social (e soprattutto la pubblicità sui social), lungi dall’essere una mera esposizione di sé o un mezzo per vendere aggressivamente a più non posso, dovrebbe diventare un mezzo per uno storytelling che riesca a trasmettere i valori dell’azienda. Bisogna “scendere dalla giostra” e “salire sul treno” dei social, quello che porta ad una genuina comprensione dei bisogni del cliente, all’ascolto e al servizio.

    Si dà il caso che quel furbacchione di Godin abbia appena scritto un libro. La sua ultima fatica si chiama, con appena un pizzico di modestia, “Questo è il marketing” (“This is marketing”), edito in Italia da Roi Edizioni.

    E a questo punto ero già abbastanza ansiosa di mettere le mani sulla mia copia del libro. E così ho fatto: l’ho preso in versione audiobook in inglese e l’ho ascoltato mentre viaggiavo o mentre guidavo.

    Vuoi sapere come è andata a finire? Le vere teorie di Godin, quelle esposte nel libro sono quanto di più distante dal titolo. E c’è molto di più di quanto dichiarato nell’intervista. A questo punto mi era chiaro che l’autore avesse volutamente rilasciato un’intervista-bomba per pubblicizzare la sua ultima fatica letteraria, ma glielo perdono.

    Glielo perdono perché il libro è una vera chicca: al contrario di quanto avevo ipotizzato all’inizio, non ho letto le parole di un freddo genio calcolatore del marketing che parla solo di ROI e CASH. Godin mostra finalmente il lato umano del marketing online.

    Un tempo il marketing si confonde va con l’advertising: fare marketing equivaleva a gridare il proprio messaggio ed essere sentiti da un pubblico attento e focalizzato. Oggi quel pubblico è disattento e stanco come degli studenti delle medie all’ultima ora. Questo non significa che il marketing è morto, anzi. Se prima bastava alzare la voce, adesso occorre ascoltare.

    Fare marketing vuol dire creare empatia, essere parte del gruppo a cui si vuole comunicare, intercettarne i bisogni ed il modo di pensare. Il marketing è diventato servizio, dare agli altri ciò di cui hanno bisogno.

    Ecco, la parola chiave è una sola, è il fil rouge di tutto il libro: servire.

    Si tratta di dare agli altri più di quello che vogliono: “il marketing non cerca vittime, cerca volontari”. Pagare per avere attenzione è solo una scorciatoia: ti fa vendere cose nella media a persone nella media. L’evoluzione del marketing è DARE attenzione. Non più marketing fatto al cliente, quindi ma marketing fatto per il cliente.

    Quindi, se sei un imprenditore, o un manager, o un marketer, devi prima di tutto rispondere ad una domanda: Qual è il cambiamento che voglio generare nel mondo?

    Senza la risposta a quella domanda non andrai da nessuna parte. Con la risposta a quella domanda attirerai a te persone che empatizzano con quel cambiamento, che possono vedere in te non solo un simile, ma un leader, una guida che li traghetti verso quel cambiamento. “Le persone come noi, fanno questa cosa”.

    Quindi questo è il marketing: ascoltare, servire, cambiare.

    Questo è il marketing di Seth Godin
    Questo è il marketing, il nuovo libro di Seth Godin (titolo originale "This is marketing"), è in vendita su Amazon a € 14,40 in formato Kindle e € 20,40 in formato cartaceo.

    E tu? Hai già letto questo libro di Seth Godin (o altri libri dello stesso autore)? Scrivimi cosa ne pensi nei commenti (ehi, va bene anche se pensi che siano tutte ca….stronerie!) 😉

    Ma soprattutto: che tipo di marketing fa la tua azienda?

    “Sali sul treno” dei social network, condividi:

    Ciriciao gente!

    Enza

    Vuoi dire la tua? Commenta

    Se vuoi dire la tua, lascia un commento.

    Se sai come si fa, puoi usare questi tag e attributi HTML:

    <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong> 


    • Vittorio dice:Rispondi
      21 Marzo 2019 alle 11:18

      Sempre fantastici i tuoi articoli Enza, come diceva il buon Peter Drucker, l’essenza del business è l’arte e la scienza di SERVIRE. Alla fine, anzi, all’inizio, le persone arrivano a dire le cose più giuste e vere, chi in un modo, chi in un altro. Però, il tuo modo di scrivere è pura poesia, grazie di esistere Enza! Tra una mail e l’altra è sempre un piacere leggerti, hai quel pizzico di humor british-style che mette un po’ di sale e pepe in più nel marketing, cosa molto gradita a noi imprenditori altrimenti il marketing (ed il lavoro) diventerebbe la solita boring company, la noia delle mummie… 🙂 Grazie fenomeno!

      • Enza La Frazia dice:Rispondi
        22 Marzo 2019 alle 9:33

        Grazie mille per i complimenti Vittorio! La tua citazione di Peter Drucker dimostra che c’è una tendenza (in atto già da un po’ di tempo ormai) ad abbracciare un business più “etico” ed aperto. Un modello di marketing che non sia semplicemente “spennare il pollo”, ma CONDIVIDERE 😉
        …e poi farci su anche un po’ di soldi che è anche importante 😀

Autore

Progetto soluzioni web per l’internet marketing e immagine coordinata per aziende. Collaboro con aziende nazionali e internazionali per la creazione di sistemi web per la formazione professionale e il marketing.

https://www.enzalafrazia.it
Torna in cima