Fallo in un minuto: il Kaizen e l’arte di raggiungere gli obiettivi

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Anche a te capita di essere sopraffatto dalla pigrizia e di procrastinare le cose da fare? Stai sereno: puoi applicare questa tecnica per motivarti a raggiungere gli obiettivi… ce l’hai un minuto? 😉

Nella foto qui sopra, possiamo osservare un esemplare di homo tecnologicus nel suo habitat naturale, alle prese con uno dei momenti più temibili dell’anno: il ritorno dalle vacanze.

È questo il momento tragico in cui, sopraffatti dalle scadenze, dagli impegni e dalla pigrizia, giacciamo immobili in attesa di un’ispirazione che ci spinga finalmente ad agire, piuttosto che a rannicchiarci in posizione fetale e attendere la fine dell’autunno.

Per me settembre rappresenta un “Capodanno virtuale” da cui ripartire e su cui gettare le basi dei mesi successivi. Settembre, quindi, è il periodo in cui sono sopraffatta dalle liste dei buoni propositi.
No, non sono affatto così diligente: una buona metà della lista dell’anno prima viene “ereditata” dall’anno in corso.
È questo il punto in cui, di solito, la posizione fetale sembra la soluzione migliore: mi rendo conto che, tra il mare di cose che dovrei/vorrei/potrei fare una minima parte arriva a compimento!

Se all’inizio la lista è fin troppo ottimistica e comprende anche voci quali “fare esercizio fisico tutti i giorni”“trovare la cura per la cellulite”, “ottenere la firma di un trattato di pace tra USA e Corea del Nord”, a già a metà novembre ho ceduto e ho rimandato anche le voci basilari come “comprare una nuova coperta” e “fare il cambio di stagione”.

Nel terrore di arrivare al ponte dell’Immacolata con nell’armadio solo canottiere e gonne di lino, quest’anno sono corsa ai ripari ed ho trovato una brillante eppur semplice soluzione: il Kaizen.

Prima che corriate su giallozafferano nell’errata convinzione che si tratti di una ricetta giapponese, vi dico io cos’è.

Negli anni ’80 Imai Masaaki-San, illustre economista nipponico, ha teorizzato il principio del Kaizen (da kai – “cambiamento” – e zen – “buono”), che fu adottato con successo dai manager della Toyota per aumentare la produttività.
Secondo alcune delle regole di questa disciplina, il miglioramento va raggiunto a piccoli passi, “spezzettando” un singolo obiettivo in molteplici “mini-obiettivi”. Anche il task più lungo, difficile e stressante, da riordinare i cassetti a scrivere un interminabile paper sull’ultilizzo delle preposizioni articolate nell’Ulisse di Joyce, apparirà semplice se pensiamo di doverlo fare per un unico minuto!

La conseguenza logica è: basta un minuto, un solo minuto al giorno per raggiungere una meta o acquisire una nuova abitudine. Meglio se tutti i giorni alla stessa ora.
Non sembra difficile se si tratta di 60 miseri secondi, su.
I benefici saranno subito evidenti:

  •  manterrai la motivazione iniziale pressoché invariata anche dopo mesi
  •  non sbatterai contro il muro del “lo faccio dopo, ora devo fare il bagno al criceto” (comunemente chiamato “procrastinazione“)
  •  non proverai lo sconforto tipico di chi indossa canottiere e gonne di lino a metà novembre (comunemente chiamato “senso di colpa“)
  •  non cadrai nella spirale del “non sono capace di fare niente, ogni anno vado peggio, sono un verme…” (comunemente chiamato “autocommiserazione“)

Una volta superata la barriera dei 60 secondi, nei giorni successivi possiamo anche prolungare l’arco temporale da dedicare all’obiettivo, portandolo a 5 minuti, 10 minuti… e a metà novembre se tutto va bene avrò già programmato la riunione strategica con Kim Jong-Un.

Kaizen. Il metodo giapponese per cambiare in meglio la tua vita giorno dopo giorno
Se tra te e i tuoi obiettivi sembra esserci un fossato, qui c’è un libro per rimanere al top della motivazione approfondendo le tematiche del Kaizen.
Scopri le strategie semplici per raggiungere i tuoi obiettivi grazie al Kaizen
Invece di rannicchiarti in posizione fetale, comincia ad agire. Basta un minuto… comincia col condividere:

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