Avatar di Meta presto disponibili anche su WhatsApp

Home » Blog » Notizie Flash » Avatar di Meta presto disponibili anche su WhatsApp

Autore:

Enza La Frazia

Categoria:
avatar Enza La Frazia

Grandi novità in casa Meta, nello specifico nella app WhatsApp: sarà possibile usare il proprio avatar, lo stesso che possiamo già usare su Facebook, anche sul famoso sistema di messaggistica. Si tratta di un piccolo passo verso l’idea di Metaverso che il gruppo di Zuckerberg mira a creare nei prossimi anni. Per intenderci, si tratta della immagini come quella qui vicino (che è il mio avatar).

L’avatar, personalizzabile con il nostro aspetto e le espressioni richieste, potrà essere usato per rispondere ai messaggi “mettendoci la faccia”, attraverso stickers generati in automatico. Inoltre, sarà possibile scegliere un avatar da utilizzare come foto del profilo.

La funzionalità sarà implementata man mano per tutti gli utenti: per vedere se è disponibile per te, puoi cercare la voce “Avatar” nelle impostazioni di WhatsApp.

Non è l’unica novità annunciata: con la nuova versione saranno automaticamente silenziati i gruppi con un numero molto alto di partecipanti, in modo da non essere “sommersi” di notifiche.

    Confermando l’invio di questo modulo dichiaro di aver preso visione dell’Informativa Privacy ed acconsento al trattamento dei dati personali sulla base di quanto disposto dal Regolamento UE 2016/679. Voglio ricevere la newsletter.
    Visualizza l’informativa sulla privacy

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Consulenza creazione sito web per donne
    • Dal funnel al flywheel nel digital marketing: il cliente prima di tutto
      Per anni il funnel è stato il modello di riferimento, ma oggi il flywheel nel digital marketing cambia le regole del gioco. Non più clienti da “spremere”, ma relazioni da costruire: in questo articolo ti spiego perché il centro della strategia non è la vendita, ma il cliente.
    • L’AI di Google Gemini cambia le regole: come adattarsi alla SEO senza impazzire
      Per molte ricerche, Google ha introdotto un box in evidenza che risponde alle domande dirette. Lo fa grazie alla sua intelligenza artificiale, Gemini, che fruga tra i siti web che ha scansionato e tira fuori le risposte essenziali. Alla tua domanda verrà data un risposta “rapida” in poche parole. In questo scenario ha ancora senso fare SEO per il mio sito web?
    • Come fare personal branding senza fingere: essere se stessi è la migliore strategia
      Qualche tempo fa una delle mie clienti mi ha detto: “Enza, però per me non voglio una di quelle strategie di personal branding che vedo spesso in giro… non voglio sembrare sempre brava, buona, intelligente, di successo, perfetta. Voglio essere me stessa”. La mia risposta fu: “È esattamente a quello che serve il personal branding”. Che tu stia elaborando una strategia di branding per un laboratorio di artigianato, uno studio professionale, una piccola impresa, una megaditta, il discorso è sempre quello: le bugie hanno le gambe corte, e sul web non fanno mai tanta strada!
    • Come difendersi dallo spam: 4 consigli per sopravvivere alla posta indesiderata
      Ricevere spam è ormai la norma, ma sai davvero perché succede? In questo articolo analizziamo in modo chiaro e accessibile le sue cause principali, come funziona la diffusione degli indirizzi e ti spiego come difenderti da spam e email indesiderate nella tua casella di posta.
    • Come comparire primi su Google? Quello che nessuno ti dirà (e che forse non sei pronto a scoprire)
      Come si fa a comparire primi su Google? Come hanno fatto quelli che, qualunque cosa cerchi, qualunque chiave di ricerca inserisci, da “pizza a domicilio Vigevano” a “critica della ragion pura” sono lì, solidi e intoccabili, in cima a tutto il resto? Sì, ok, ti hanno detto che la SEO può farti guadagnare quel fatidico primo posto, e magari ti ha anche chiamato al telefono il signor Google in persona dicendo che per la modica cifra di 599 euro più IVA ti farà “uscire primo” e anche secondo e terzo. Ma qual è la verità?
    Segui Enza La Frazia su LinkedIn