I 10 comandamenti SEO: errori nell'ottimizzazione motori di ricerca-2 parte
  • 10 errori da evitare nell'ottimizzazione per i motori di ricerca

    Eccoci alla seconda parte del decalogo SEO per ottimizzare al meglio il tuo sito web: ecco altri 5 errori da non commettere mai per evitare penalizzazioni da parte dei motori di ricerca.

    Come promesso, puntuale come un treno giapponese, ecco la seconda parte del decalogo essenziale per districarsi nella materia del SEO.

    Grazie a questo decalogo potrai non solo difenderti da chi ti offre soluzioni costose ed inutili per arrivare “primi nei motori di ricerca”, ma anche impostare una prima efficace strategia per rendere il tuo sito web più “digeribile” per lo stomaco di Google.

    Non hai ancora letto la prima parte dell’articolo? Bè, mi sa che devi rimediare.

    Clicca qui per leggere i primi 5 comandamenti… e poi torna qui a leggere il resto, ok?

    Ma senz’indugio proseguiamo con i restanti 5 comandamenti del SEO.

    6. Controlla l'usabilità del tuo sito

    Sito lento

    Lo sapevi che il tasso di abbandono di una pagina web è del 25 % se il tempo di caricamento supera i 4 secondi? E che arriva a toccare il 50 % se il tempo di caricamento supera i 10?

    La velocità di caricamento del sito è essenziale anche per il posizionamento. Per far sì che i motori di ricerca e (soprattutto) gli utenti non ti penalizzino, tieni sotto controllo la “pesantezza” del tuo sito: animazioni, immagini, effetti javascript, testi nascosti e, se usi un CMS, plug-in ed estensioni inutili e non aggiornate, possono aumentare vertiginosamente il tempo di caricamento.

    Sito non mobile friendly

    Da una ricerca comScore del 2017 il numero di utenti che accede a internet esclusivamente tramite dispositivi mobili (il 25 % del totale) ha superato quelli che utilizzano solo il PC (che sono solo il 24 %). Comprenderai facilmente che è essenziale avere un sito che sia correttamente visibile anche da tablet e cellulari.

    Dal 2015 anche Google penalizza il siti non mobile friendly. Per scoprire se il tuo sito è o non è a misura di mobile, ha creato uno strumento utile e semplice: lo trovi a questo link.

    7. Non accettare backlink dagli sconosciuti

    Il miglior modo di tentare la scalata alle prime posizioni di Google, è avere dei link di ritorno, i cosiddetti backlink. E qual è il modo più semplice di avere dei backlink?

    Inserire il tuo sito su tutte le directory.

    Ficcarsi nei forum di qualunque argomento essi parlino e spammare il tuo sito a più non posso.

    Barattare o acquistare link da siti “spacciatori di backlink“.

    Tempo fa alcune di queste tecniche potevano anche fruttare qualcosa. Adesso non hanno più tanto senso. Google giudicherà senza pietà tutti i tuoi backlink, finendo per non tenerne conto, o peggio a penalizzarti se:

    • il sito su cui hai inserito il tuo link non ha una buona reputazione
    • il backlink è inserito in un contesto non ha nessun attinenza con l’argomento che tratta il tuo sito
    • il backlink è comprato, scambiato o spammato
    • la descrizione che inserisci nelle varie directory è sempre la stessa

    Quindi sì, a volte potrebbe anche portarti beneficio inserire il link in qualche directory, ma per avere un piccolissimo vantaggio in termini di posizionamento dovresti prima selezionare quelle:

    • specifiche per il tuo settore ed attinenti al tuo argomento
    • con una buona reputazione
    • non infarcite di pubblicità e realizzate secondo i dettami del SEO
    • che non permettono contenuti duplicati

    Come dire: lascia perdere che il più delle volte il gioco non vale la candela.

    8. Non rinominare le URL invano

    Hai creato un contenuto sulla pagina www.miosito.it/come-svitare-lampadina

    Google ha indicizzato la tua pagina

    Cambi la URL della pagina in www.miosito.it/come-avvitare-lampadina

    Google torna su www.miosito.it/come-svitare-lampadina per vedere se ci sono cambiamenti e... non trova nulla

    Confused John Travolta Meme

    Google dà www.miosito.it/come-svitare-lampadina per dispersa e ti fa perdere posizioni...

    Ti è già capitato qualcosa del genere?

    Quando scegli una URL per le tue pagine, fa’ che sia per sempre.

    Ogni volta che cambi la URL della tua pagina considera che dovrai sempre inserire un redirect 301 nella vecchia URL che segnali a Google che quel contenuto ha cambiato indirizzo.

    9. Non commettere ingenuità, lasciando troppa libertà a chi commenta

    È essenziale dare voce agli utenti, permetter loro di commentare, interagire, lasciare messaggi… ma non tutti i visitatori del tuo sito sono interessati a creare un dialogo aperto e stimolante.

    Il più delle volte il form dei commenti verrà utilizzato per spammare. Lo spam è la piaga del nuovo millennio e orde di spammatori professionisti sono pronti a riversare fiumi di bit nel tuo sito non appena avrai l’ardire di aprire i commenti sotto il tuo ultimo post.

    Come fare? Innanzitutto blocca l’inserimento di URL all’interno dei tuoi commenti; poi dotati di un sistema automatico di antispam per il tuo sito.

    10. Non avere delle aspettative irrealistiche

    Forse ti sarà già arrivata quella famigerata chiamata del tipo:

    “Buongiorno, sono Google, e voglio farla diventare primo nei miei risultati”.

    Ti do una brutta notizia. Quello non era Google.

    Molte aziende vantano tecniche specialissime che non solo possono farti diventare primo nei motori di ricerca, ma possono anche come per magia far scomparire tutti gli altri risultati, eliminare la concorrenza, e inserire un redirect che, quando un utente digita www.google.it, li riporta automaticamente alla tua home page.

    Come probabilmente avrai capito, “arrivare primi” non è un procedimento standard, non è matematico e, soprattutto, “arrivare primi” non vuol dire una benemerita.

    È importante spingere sulle giuste parole chiave, attendere i tempi di risposta di Google (che a volte non è  propriamente un lampo), ottimizzare il sito in ogni sua parte ed attendere con pazienza zen che il proprio lavoro porti i frutti desiderati.

    Ma soprattutto, produrre contenuti interessanti, coinvolgenti, che possano davvero servire ai tuoi utenti e spingerli ad interagire… e a sbirciare i tuoi servizi a pagamento 😉

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    In conclusione, ti dirò l’undicesimo comandamento, qualcosa che forse potrà sconvolgerti: abbandona l’idea del SEO come ne hai sentito parlare fino ad ora.

    Cerca di creare un bel sito snello e facile da usare, che sia ben visibile sia sui cellulari che sui computer, che sia piacevole da leggere e pieno di informazioni utili e che un giorno possa risolvere il problema di uno degli utenti che capiterà lì per caso. Poi interagisci con i tuoi utenti, sii gentile e disponibile e offriti di essere d’aiuto se ce ne fosse l’occasione.

    In parole povere: concentrati sulle persone in carne ed ossa, non sui crawler.

    Condividi per farlo sapere ai tuoi amici… quelli in carne ed ossa 😉

    Ciriciao gente!

    Enza

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