La checklist per una home page che converte

Home » Blog » Digital marketing » La checklist per una home page che converte

La home page è la parte più importante del tuo sito web: è la pagina che convincerà gli utenti a leggere il resto, a seguirti e a fidarsi di te. Ecco una checklist per avere una home page che converte.

Si dice che un libro non si giudica dalla copertina, e forse è vero… Ma non è vero per un sito web!

La home page del tuo sito web è la prima pagina, quella che viene visualizzata quando lo apri… insomma è l’indice e la presentazione di tutti i contenuti del sito. Deve essere efficace, attraente e deve catturare l’attenzione dell’utente che ci arriva.

Il look di questa pagina del tuo sito è importante e non solo per un fatto estetico oppure per farti bello con gli amici dicendo: “La mia home page è più bella della tua gne gne gne!”

Se hai un sito probabilmente lo farai per presentare qualcuno o qualcosa: la tua attività, la tua associazione, te stesso. E quindi lo scopo è convincere qualcuno a fare qualcosa: comprare un prodotto, fare una donazione, leggere i tuoi contenuti. La home page è essenziale per far scattare la molla dell’interesse e “convincere” ad andare avanti nella navigazione, a diventare un tuo fan, a iscriversi alla tua newsletter, a contattarti.

E non è solo un fatto di “bellezza”: la home page, più che essere “bella fuori” deve essere ben scritta e con i contenuti giusti al posto giusto.

Leggi fino in fondo questo articolo e ti darò una checklist per la tua home page con gli elementi imprescindibili per convincere e convertire, ma soprattutto per far capire a colpo d’occhio le tue capacità e la tua professionalità.

Il titolo: quali sono i benefici che offri?

Il titolone, quello che compare in cima a tutto il resto: questa è la parte più importante del sito, sia dal punto di vista SEO che per gli utenti in carne ed ossa che entrano nel sito. Per scongiurare il rischio che scappino via dopo pochi secondi, è qui che si gioca tutto!

Imposta il titolo in modo che l’utente capisca immediatamente cosa accadrà se sceglierà il tuo prodotto o servizio, come sarà la sua vita dopo, che benefici avrà e capirà subito di essere nel posto giusto.

La presentazione: Chi sei?

Parla di te, della tua azienda. Quando è iniziata la tua attività? Come hai avuto l’idea di farla partire? Cosa fai nella vita, a parte il tuo lavoro?

(Che se parli solo di lavoro poi risulti noioso, mettici un po’ di te, del vero te)

E mettici anche una foto, fai vedere il tuo volto… a nessuno piace leggere la storia di qualcuno senza guardarlo in faccia!

Qual è il tuo cliente-tipo?

Gioca subito a carte scoperte: dillo chiaramente chi è il tuo cliente, se il tuo prodotto o servizio è rivolto a donne, imprenditori, genitori, case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale… il tuo cliente potenziale si sentirà chiamato in causa e quanto più sarai specifico, più lo attirerai.

Che problemi risolvi?

Anche qui, sii specifico e preciso: qualunque cosa tu abbia da offrire, avrà la capacità di risolvere un problema, di far stare meglio qualcuno. Spiega il problema che aiuti a risolvere e spiega anche come fai.

Quali sono i vantaggi di usufruire dei tuoi servizi?

Sii analitico e illustra per filo e per segno tutti i vantaggi dello scegliere te: cosa succederà nella vita dei tuoi clienti? Che miglioramenti avranno? Come si sentiranno?

La riprova sociale

C’è una leva importantissima per convincere un utente qualunque che neanche ti conosce a sceglierti: qualcun altro l’ha fatto prima di lui e gli è andata bene. Anzi, gli è andata benissimo!

Le testimonianze sono la leva che convince gli utenti più ansiosi perché abbassa il rischio percepito: se qualcun altro non ha perso tempo/soldi/impegno forse ne vale la pena.

Chiedi delle testimonianze ai tuoi clienti e a chi ha lavorato con te ed inseriscile nella tua home page per mostrare i tuoi risultati e la tua professionalità. Se possibile inserisci nomi, cognomi e foto. E non inventarti le testimonianze, che ti fai sgamare subito!

La call to action

Qui arriva lo scopo finale della pagina: cosa vuoi che faccia l’utente? Vuoi che compri dei prodotti? Che legga i tuoi articoli? Che si unisca alla discussione su un forum o su un gruppo?

Semplicemente, chiediglielo! Basta inserire un pulsante di call to action che lo inviti a fare quello che vuoi tu.

Chiariamo: sicuramente questi sono gli ingredienti per una home page che crea conversioni, ma… non devono esserci per forza tutti, in tutti quanti i casi. Infatti, se guardi la mia home page, scoprirai che alcuni non ci sono (almeno all’apparenza), e molti sono disposti in un ordine diverso. Diciamo che si tratta di una bella ricetta per una home page di successo, ma in base ai casi concreti è anche il caso di fare qualche variazione alla formula originale per ottenere un gusto e un risultato diverso 😉

E tu, hai checkato tutti i punti? Oppure nella tua home ne manca qualcuno? Se ne hai saltato uno o più di uno, fammi sapere perché nei commenti!

Condividi se la tua home page è più bella della mia (gne gne gne):

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consulenza creazione sito web per donne
  • Dal funnel al flywheel nel digital marketing: il cliente prima di tutto
    Per anni il funnel è stato il modello di riferimento, ma oggi il flywheel nel digital marketing cambia le regole del gioco. Non più clienti da “spremere”, ma relazioni da costruire: in questo articolo ti spiego perché il centro della strategia non è la vendita, ma il cliente.
  • L’AI di Google Gemini cambia le regole: come adattarsi alla SEO senza impazzire
    Per molte ricerche, Google ha introdotto un box in evidenza che risponde alle domande dirette. Lo fa grazie alla sua intelligenza artificiale, Gemini, che fruga tra i siti web che ha scansionato e tira fuori le risposte essenziali. Alla tua domanda verrà data un risposta “rapida” in poche parole. In questo scenario ha ancora senso fare SEO per il mio sito web?
  • Come fare personal branding senza fingere: essere se stessi è la migliore strategia
    Qualche tempo fa una delle mie clienti mi ha detto: “Enza, però per me non voglio una di quelle strategie di personal branding che vedo spesso in giro… non voglio sembrare sempre brava, buona, intelligente, di successo, perfetta. Voglio essere me stessa”. La mia risposta fu: “È esattamente a quello che serve il personal branding”. Che tu stia elaborando una strategia di branding per un laboratorio di artigianato, uno studio professionale, una piccola impresa, una megaditta, il discorso è sempre quello: le bugie hanno le gambe corte, e sul web non fanno mai tanta strada!
  • Come difendersi dallo spam: 4 consigli per sopravvivere alla posta indesiderata
    Ricevere spam è ormai la norma, ma sai davvero perché succede? In questo articolo analizziamo in modo chiaro e accessibile le sue cause principali, come funziona la diffusione degli indirizzi e ti spiego come difenderti da spam e email indesiderate nella tua casella di posta.
  • Come comparire primi su Google? Quello che nessuno ti dirà (e che forse non sei pronto a scoprire)
    Come si fa a comparire primi su Google? Come hanno fatto quelli che, qualunque cosa cerchi, qualunque chiave di ricerca inserisci, da “pizza a domicilio Vigevano” a “critica della ragion pura” sono lì, solidi e intoccabili, in cima a tutto il resto? Sì, ok, ti hanno detto che la SEO può farti guadagnare quel fatidico primo posto, e magari ti ha anche chiamato al telefono il signor Google in persona dicendo che per la modica cifra di 599 euro più IVA ti farà “uscire primo” e anche secondo e terzo. Ma qual è la verità?
Segui Enza La Frazia su LinkedIn